G7 Trasporti in Sardegna, buon viaggio in apixedda

(pubblicato sul blog de Il Fatto Quotidiano)

Arriva il G7 Trasporti a Cagliari e da qualche giorno scorrazzano tanti lampeggianti blu per l’arrivo delle varie delegazioni. Come sede la Sardegna: è stata una scelta indovinata?
Sarà perché la SS 131 Carlo Felice l’arteria che unisce Cagliari con Sassari è ancora per metà tracciato poco meno di una superstrada, tralasciando le condizioni di manutenzione? O per completare la quattro corsie Sassari-Olbia? Siamo ormai giunti al decennio, qualche arresto e varie manifestazioni popolari per sollecitare la fine dei lavori. Idem se crolla un ponte per un alluvione: rimedierà la Divina Provvidenza. E tutto questo dopo tante croci sul ciglio delle strade? Anche per installare le barriere  spartitraffico nelle due statali principali, SS 130 e SS 131.

Ferrovie statali: tracciati ottocenteschi, la maggior parte monorotaia, treni a gasolio che un rinato D.H. Lawrence(scrittore viaggiatore degli anni Venti) gradirebbe per la presenza dell’aria condizionata, le carrozze non più intrise di umanità e del fumo acre del carbone misto al vapore. Forse un po di nostalgia per il tà-tà sulla testa dei binari che non si ode più anche nelle nostre tratte.

Siamo onesti, qualche sforzo la Regione e lo Stato lo hanno fatto, come i nuovi treni spagnoli che ci fanno risparmiare tra i “10 e 20 minuti” (Pigliaru, nel viaggio inaugurale) garantendo ora quasi TRE ore di viaggio da Cagliari e Sassari su appena 240 km di tracciato, salvo ritardo. Una percorrenza degna di un treno “accelerato” appenninico.

Comunque, ci ricordiamo ancora i miliardi buttati al vento per l’avveniristica alimentazione elettrica “monofase” della dorsale sarda. Hanno smantellato tutto, dopo anni di inutilizzo, perché si stavano fregavano il rame delle linee elettriche. Noi italiani restiamo unici al mondo.

Traghetti: abbiamo finalmente superato il monopolio o dobbiamo ancora ipotecare mezza casa per fare i biglietti?

Aerei: dovremo cogliere gli umori degli operatori turistici del Nord-Ovest della Sardegna, a chi ancora spera ad un ripensamento di mister O’Leary dopo la fuga da Alghero. Però la Ryanair fa i suoi giusti interessi imprenditoriali e poi ci restano ancora le traballanti Alitalia e Meridiana.

Dimenticavo le littorine, così denominate dal Duce, tutte tonde e brune, sempre su binario unico ottocentesco a scartamento ridotto, in mezzo al cisto e lentisco e le ginestre in fiore. Da poco sostituite con locomotori nuovi che, pur potendo, non superano i 70 km/orari. Per il tracciato tortuoso e per gli adattamenti richiesti in termini di sicurezza dopo i tragici fatti di Puglia un anno fa. Non ci sono soldi.

Andiamo in bicicletta, una sana passeggiata sulle poche piste ciclabili finora realizzate. Anche il Comune di Cagliari si allinea. Recentemente ha presentato 15 nuove biciclette servoassistite per la polizia locale, tecnologia che ben si concilia all’età media ormai raggiunta dai vigili ed i saliscendi cittadini.

E per non farci mancare niente in fantasia da poco la Regione ha annunciato che sosterrà l’ipertunnel supersonico: l’Hyperloop. Sparati in tubi subacquei da Cagliari a Bastia in venti minuti. Grandiosi.

Per concludere qualche indicazione per i ministri e il loro seguito presenti al G7 Trasporti. Non ci sono ancora i risciò a Cagliari. Tuttavia, per il tour turistico suggeriamo il trenino aperto di Piazza del Carmine oppure il più allegro giro in “apixedda”. Cercatela con questo nome sardo per fare prima.

 

Francesco Desogus

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